Rottamazione-quinquies, al via le domande: chi può aderire e come funziona. La nuova misura apre una possibilità di regolarizzazione agevolata per i contribuenti con debiti iscritti a ruolo, comprese alcune posizioni relative a tributi locali e sanzioni amministrative, nel rispetto dei requisiti previsti. Ma quali cartelle possono essere rottamate? Come presentare la domanda e quali vantaggi offre il pagamento rateale? A fare chiarezza è l’avvocato Federica Bassano, che nella nostra rubrica approfondisce le principali novità della misura, illustrando le procedure da seguire, le scadenze da rispettare e gli aspetti da valutare prima di aderire, con particolare attenzione alle situazioni di chi ha già una rateizzazione in corso o deve fare i conti con procedure di riscossione.
1. Avvocato, dal 16 ottobre è partita una nuova rottamazione delle cartelle. Di cosa si tratta e quali sono le novità principali?
La novità riguarda la Rottamazione-quinquies applicata alle entrate degli enti territoriali, cioè Regioni e Comuni che hanno aderito alla misura. L’obiettivo è consentire ai contribuenti di regolarizzare determinate posizioni debitorie con un trattamento agevolato, evitando il pagamento di alcune componenti accessorie del debito. È un’opportunità importante per chi ha accumulato negli anni cartelle relative a tributi locali o sanzioni amministrative, ma occorre verificare attentamente quali debiti siano effettivamente ammessi alla definizione agevolata.
2. Quali debiti possono essere inseriti nella rottamazione? Rientrano anche le multe stradali e il bollo auto?
Possono rientrare i debiti tributari e non tributari affidati alla riscossione dagli enti territoriali nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, purché l’ente interessato abbia adottato il provvedimento necessario per applicare la misura. Per questo motivo è fondamentale verificare l’elenco delle Regioni e dei Comuni aderenti.
Per quanto riguarda le multe stradali e il bollo auto, non è sufficiente che il debito sia contenuto in una cartella: bisogna controllare l’ente creditore, la natura del credito e le condizioni previste dalla normativa. Non tutte le posizioni sono automaticamente ammesse. Sono inoltre esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

3. Entro quando bisogna presentare la domanda e come si può fare?
La domanda può essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il contribuente può utilizzare l’area riservata oppure il servizio disponibile nell’area pubblica, seguendo le istruzioni ufficiali. Prima di presentare la richiesta, consiglio di ottenere il prospetto informativo, che permette di individuare i carichi potenzialmente definibili. È un passaggio utile per evitare di inserire nella domanda posizioni che non rientrano nell’agevolazione.
4. Quali vantaggi economici offre la rottamazione? Si può pagare a rate?
La misura consente, per i debiti ammessi, di beneficiare dell’esclusione delle componenti accessorie previste dalla disciplina, fermo restando il pagamento delle somme dovute a titolo di capitale e delle spese contemplate dalla legge.
Il contribuente può scegliere il pagamento in un’unica soluzione oppure la rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di nove anni. La rata minima è di 100 euro e, in caso di pagamento rateale, si applicano interessi al tasso annuo del 3% a partire dal 1° aprile 2027.
La scelta deve essere ponderata sulla base della situazione economica del contribuente: una rateizzazione lunga può rendere più sostenibile il pagamento, ma occorre essere certi di poter rispettare le scadenze.
5. Cosa succede a chi ha già una rateizzazione in corso oppure è decaduto da una precedente rottamazione?
La situazione va esaminata caso per caso. La nuova misura può comprendere, se ricorrono i requisiti previsti, anche determinati carichi già interessati da precedenti definizioni agevolate, comprese alcune posizioni per le quali il contribuente ha perso i benefici a causa del mancato pagamento delle rate.
Non bisogna però presumere che tutte le vecchie rateizzazioni o tutte le precedenti rottamazioni possano essere automaticamente recuperate. È necessario verificare la natura del debito, le date di affidamento alla riscossione e la precedente procedura di definizione.
Il consiglio è di ricostruire la posizione debitoria complessiva prima di presentare la domanda, così da valutare la soluzione più conveniente.
6. Qual è il consiglio che darebbe ai cittadini che hanno cartelle esattoriali, fermi amministrativi o procedure di riscossione in corso?
Il primo consiglio è di non aspettare l’ultimo momento e di non limitarsi a controllare l’importo totale delle cartelle. Occorre verificare l’origine dei debiti, gli enti creditori, le date degli atti e l’eventuale presenza di vizi di notifica o di prescrizione.
La rottamazione può rappresentare uno strumento utile, ma non è sempre la soluzione migliore per ogni contribuente. In alcuni casi può essere opportuno valutare anche la legittimità degli atti ricevuti o altre possibilità previste dalla legge.
È importante, inoltre, non dare per scontato che la sola presentazione della domanda risolva automaticamente ogni problema legato a fermi amministrativi o procedure esecutive. Ogni posizione deve essere esaminata singolarmente, verificando gli effetti previsti dalla normativa e lo stato della riscossione.






