di McTommy aka Tommy Totaro
Un lampo del capitano dell’Arsenal al 75′ decide una partita dominata a tratti dagli inglesi. Gli azzurri resistono grazie a Meret, poi si arrendono alla qualità di Ødegaard. Per Allegri è un esordio europeo amaro.
La notte europea che avrebbe dovuto cancellare le difficoltà dell’avvio di stagione si trasforma in un’altra serata amara per il Napoli. Al Maradona passa l’Arsenal per 1-0, grazie a una splendida conclusione di Martin Ødegaard al 75′, e per gli azzurri arriva la terza sconfitta consecutiva.
Il risultato è stretto per i Gunners, che per lunghi tratti hanno comandato il gioco e costruito le occasioni migliori. Il Napoli ha avuto il merito di restare dentro la partita fino alla fine, ma ha mostrato troppa poca incisività negli ultimi metri.
Arsenal padrone, Napoli in apnea
L’avvio è intenso, con entrambe le squadre capaci di creare qualche situazione interessante, ma presto l’Arsenal prende il controllo del match. La squadra di Mikel Arteta muove il pallone con maggiore continuità e sfrutta soprattutto la qualità di Ødegaard e Saka.
Il Napoli prova a rispondere affidandosi alla fisicità di Højlund e alle giocate di De Bruyne, ma fatica a dare continuità alle proprie ripartenze.
A tenere a galla gli azzurri ci pensa Alex Meret, decisivo soprattutto sul colpo di testa ravvicinato di Merino. Poco dopo è Saka ad avere una clamorosa opportunità a tu per tu con il portiere napoletano, ma calcia fuori. Il primo tempo termina così sullo 0-0, nonostante la superiorità degli ospiti.
Meret si ferma, entra Milinkovic-Savic
Alla ripresa il Napoli deve fare a meno di Meret, costretto a lasciare il campo per un problema fisico. Al suo posto entra Milinkovic-Savic.
Allegri deve fare i conti anche con l’infortunio di Alisson Santos e prova a cambiare l’inerzia della partita inserendo forze fresche. L’ingresso di Favasuli è uno dei pochi segnali positivi per gli azzurri: il giovane esterno porta vivacità e maggiore aggressività sulla fascia.
L’Arsenal, però, continua a controllare. Rice recupera palloni, Ødegaard detta i tempi e la difesa dei Gunners concede pochissimo.
Ødegaard, il colpo del capitano
Quando il pareggio sembra ormai diventare il possibile risultato finale, arriva la giocata che decide la partita.
Al 75′ Ødegaard riceve da Tzolis e lascia partire un sinistro perfetto, che colpisce il palo alla sinistra di Milinkovic-Savic prima di terminare in rete. Un gol da capitano, da giocatore di grande classe, che premia il predominio territoriale dell’Arsenal.
Il Napoli prova a reagire con Neres e Lucca, ma non trova lo spunto decisivo. Nel finale l’Arsenal sfiora anche il raddoppio e Havertz trova la rete, poi annullata per fuorigioco.
Il triplice fischio certifica così la vittoria inglese.
La fotografia della partita
Il Napoli non è stato travolto, ma è stato inferiore nella gestione del pallone, nella produzione offensiva e nella qualità delle occasioni. Le statistiche qualitative della gara raccontano una differenza evidente: nel primo tempo, secondo la valutazione riportata da Goal.com, l’Arsenal ha prodotto occasioni da gol per un valore di expected goals nettamente superiore, 2,01 contro 0,16.
Il dato più preoccupante per Allegri è però un altro: quando è stato necessario cambiare ritmo e cercare il gol, gli azzurri non hanno trovato abbastanza soluzioni.
De Bruyne ha provato ad accendere la luce senza riuscire a incidere davvero; Højlund è rimasto troppo isolato e gli esterni offensivi hanno prodotto poco. Una squadra che, dopo le difficoltà in campionato, aveva bisogno di una notte di carattere si ritrova invece con un’altra sconfitta da metabolizzare.

LE PAGELLE DEL NAPOLI
Meret 7 – Finché resta in campo è tra i migliori. Grande intervento su Merino e altre parate importanti. Esce all’intervallo per un problema fisico.
Di Lorenzo 6 – Ordinato, ma meno incisivo del solito nella spinta offensiva.
Rrahmani 6 – Tiene la posizione e limita gli spazi, anche se l’Arsenal riesce comunque a creare diverse occasioni.
Rafa Marín 7 – Uno dei più convincenti del Napoli. Attento e aggressivo, prova a reggere l’urto degli attaccanti inglesi.
Olivera 6 – Partita di sacrificio, senza particolari acuti.
Gilmour 5,5 – Fatica a imporre ritmo e personalità contro il centrocampo dell’Arsenal.
Lobotka 6 – Cerca di dare ordine alla manovra, ma viene spesso soffocato dal pressing inglese.
De Bruyne 5,5 – Da lui ci si aspetta molto di più. Qualche buona giocata, ma poca continuità e nessuna vera accelerazione decisiva.
Politano 5,5 – Volenteroso, ma poco pericoloso negli ultimi metri.
Højlund 6 – Lotta e cerca di attaccare la profondità, ma riceve pochi palloni giocabili.
Alisson Santos 5,5 – Parte con buona volontà, poi si spegne e deve lasciare il campo per infortunio.
Subentrati
Milinkovic-Savic 6 – Non commette errori gravi, ma non può nulla sul capolavoro di Ødegaard.
Favasuli 7 – Tra le note più positive. Entra con personalità e cambia il ritmo sulla fascia.
Neres 5,5 – Non riesce a trovare il guizzo nel finale.
Lucca 5 – Pochi palloni giocabili e un impatto insufficiente.
Vergara 6 – Porta energia ma non cambia il volto della partita.
All. Allegri 6 – Deve fronteggiare infortuni e una netta superiorità territoriale dell’avversario. Le mosse dalla panchina non bastano.
IL MIGLIORE: ØDEGAARD 7,5
Il capitano dell’Arsenal è il simbolo della serata. Quando la partita sembra non volersi sbloccare, prende la responsabilità della giocata decisiva. Il gol è di quelli che valgono una vittoria europea: controllo, combinazione nello stretto con Tzolis e sinistro chirurgico sul palo.
IL MIGLIORE DEL NAPOLI: MERET 7
Paradossalmente, il portiere è il migliore degli azzurri nonostante la sconfitta. Le sue parate tengono il Napoli in partita per oltre un’ora. La sua uscita all’intervallo pesa anche sul piano emotivo.
IL VERDETTO
Napoli 0-1 Arsenal.
Il Napoli perde, ma soprattutto perde una prima occasione per dare una svolta alla propria stagione. L’Arsenal, invece, conferma di essere una squadra costruita per competere ai massimi livelli europei: nonostante qualche errore sotto porta, domina la gara, mantiene la porta inviolata e trova nel proprio capitano la giocata per portare a casa una vittoria pesante.
Per Allegri ora il compito è tutt’altro che semplice: trasformare una squadra apparsa troppo passiva in una formazione capace di reagire alle difficoltà. La Champions è appena iniziata, ma il primo verdetto del Maradona è già severo.





