di Peppe Brillante
1. Il Mondiale non è come la Champions o il campionato. Con le Nazionali non c’è Guardiola col tikitaka, Sarri col Sarrismo o il Liverpool intenso di Klopp. No. I calciatori si vedono 10 giorni prima di iniziare il mondiale. Possono solo fare gruppo e morire in campo per il proprio paese. E l’Argentina lo ha fatto meglio dell’Inghilterra. E ha vinto meritatamente. Punto.
2. Mi collego al punto 1 e al senso di appartenenza. Non è un caso che Brasile, Argentina e Uruguay abbiano vinto 10 mondiali su 22. Perché sono i 3 paesi che sentono di più l’amore verso la patria. Quel senso di appartenenza che mise in campo l’Italia di Lippi nel 2006 dopo Calciopoli.
3. Ma non vinci solo grazie al senso di appartenenza. Se non puoi giocare bene a calcio, vinci se hai i calciatori forti. L’Inghilterra ne ha 2, Kane e Bellingham che prima delle semifinali avevano segnato 12 gol su 13 totali (l’altro inutile di Rashford nel finale contro la Croazia). L’Argentina ha Lautaro, Alvarez, Fernandez, Mac Allister e anche De Paul. E infatti ha vinto tutte le partite dai sedicesimi in poi grazie ai gol di tutti i suoi fuoriclasse. Oltre al senso di appartenenza.
4. Mi collego al punto 3. Non ho incluso Messi. Perché Messi è fuori categoria. Un calciatore di 39 anni che al minuto 93 ha ancora la forza di dribblare e mettere Lautaro a mezzo metro dalla porta, col destro peraltro, non ha nulla a che vedere con i calciatori citati prima. E forse, ancora oggi, Leo Messi non ha nulla a che vedere con Mbappe, Yamal, Ronaldo, Bellingham e Dembele. Leo Messi può parlare solo con Maradona. Un gradino sotto però. Perché Maradona ha vinto con squadre piccole. E perché Maradona giocava senza allenarsi. E perché Maradona resta unico per altri tantissimi motivi.
5. Madueke, Saka, Eze, Watkins, Rashford. Sono 5 esterni d’attacco dell’Inghilterra. Calciatori che hanno fatto una buona annata, che saltano l’uomo, che in contropiede possono creare problemi seri perché sanno dribblare, correre, calciare in porta. Quel genio di Tuchel li ha tenuti in panchina 90 minuti. E qualcuno gli pagherà anche il biglietto aereo per tornare a Londra. Che genio.
6. Palmer, Alexander Arnold e Foden giocano con Chelsea, Real Madrid e Manchester City. Sempre titolari. Calciatori di grandissima classe. Quel genio di Tuchel li ha lasciati a casa. In un mondiale dove le partite sono decise dai singoli, lascia quei 3 a casa. Che genio.
7. L’arbitro é stato capace di ammonire il primo calciatore in campo, Anderson dell’Inghilterra. L’ha fatto dopo 10 falli, di cui 5 al limite del Daspo e della condanna penale di Paredes, Lisandro, Romero, Fernandez e Simeone. Gomitate, pestoni, calcioni da dietro, manate, tacchettate. Nulla. L’Argentina ha meritato la finale ma è innegabile che stia giocando con arbitri sempre a favore.
8. Scaloni a differenza del genio Tuchel, ha messo in campo allo stesso momento, Alvarez e Lautaro in attacco, Messi e Nico Gonzalez esterni alti, Fernandez, Mac Allister e De Paul mezze punte. 7 attaccanti per pareggiarla e vincerla. Applausi. Soltanto applausi. Come scritto ieri Deschamps con i due centrocampisti contro il palleggio spagnolo e Tuchel a difendere in 11, hanno deciso le semifinali.
9. A fine mondiale devo fare un applauso a Dazn, da me e da tanti altri, molto criticata in passato. Hanno alzato il livello di telecronache e intrattenimento e hanno dominato mediaticamente questo mondiale, come faceva Sky anni fa. Bordocam poi, a mio avviso, resta il miglior prodotto televisivo in Italia. Chapeau. Mentre in Rai parla un Falcao con un principio di demenza senile. Anche qui chapeau.
10. Finale tutta spagnola, come nella 1a edizione tra Argentina e Uruguay. La Spagna gioca meglio ma l’Argentina ha più cuore e più calciatori in grado di decidere. Nonostante un inizio lento, gironi abbordabili, qualche aiutino arbitrale, un poco di fortuna e altre piccole cose, é forse la miglior finale che potevamo vedere. E sarà la dodicesima finale consecutiva con un calciatore dell’Inter in campo. E anche qui bisogna dire chapeau!
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